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Il “Torcicollo” ovvero il “Colpo della Strega” del collo

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Il dolore del collo, spesso definito comunemente “torcicollo”, insieme al “mal di schiena” o “colpo della strega” è il dolore più diffuso tra la popolazione.

Cosa fa il collo?
Il collo ha importanti e “stressanti” compiti da assolvere nel nostro vivere giornaliero.
Innanzitutto sostiene la testa, che ha un suo peso non indifferente, e ne accompagna il continuo movimento in tutte le direzioni (basta pensare che anche quando “semplicemente” parliamo, muoviamo la testa accompagnando le parole per annuire, per negare ecc.).
Ruotando la testa, aiuta gli occhi nel guardare una persona o un oggetto in movimento, quando esce dalla visuale permessa al movimento oculare.
Infine, ma non da ultimo, il collo è una delle sedi preferite della localizzazione, detta “somatizzazione”, delle nostre ansie, paure, arrabbiature che si rivelano, insieme ad altri “sintomi”, con una contrazione riflessa dei muscoli del collo (“torcicollo”).

Perché il dolore al collo?
Il dolore cervicale viene riferito in vari modi e in varie sedi diverse, ma il collo comunque resta l’origine primaria del dolore.
Per capire il dolore, scopriamo come è fatta la colonna cervicale.

Le vertebre
La colonna è formata da 7 vertebre, che formano una curva rivolta verso la parte anteriore del corpo, in termini anatomici “lordosi”.
La stessa “lordosi” si ritrova a livello lombare; al contrario la curva del dorso, “cifosi”, è convessa verso la parte posteriore del nostro corpo.

I muscoli
Numerosi muscoli “avvolgono” il collo e sono chiamati a svolgere il compito di sostenere e muovere il collo e la testa.

I nervi
I nervi del collo escono dal midollo per innervare le braccia e la parte superiore del tronco e sono numerati in riferimento alle singole vertebre con cui hanno rapporto, con un piccolo “disguido” numerico dovuto all’anatomia: i nervi sono 8 rispetto alle 7 vertebre, perché il 1° nervo è collocato sopra la prima vertebra, l’Atlante, mentre l’8° nervo è collocato sotto la settima vertebra e al di sopra della prima vertebra dorsale.
Quindi il dolore cervicale può essere dovuto alla contrazione dei muscoli, il cosiddetto “torcicollo”, alla rigidità delle articolazioni cervicali, come per es. nell’artrosi del collo, o all’interessamento dei nervi.

Come si manifesta il dolore del collo?
Il collo presenta principalmente 3 tipi di dolore:

  • cervicalgia”, cioè un dolore diffuso, presente a riposo e aumentato dai movimenti;
  • contrattura” o “rigidità” muscolare più o meno estesa e dolorosa, con difficoltà nel muovere il collo, in particolare nei movimenti di rotazione e di inclinazione della testa;
  • dolorabilità” alla pressione delle articolazioni tra le vertebre sopra – e sottostanti;
  • il “dolore irradiato” lungo le braccia o al dorso.

Che cos’è il dolore irradiato?
Il “dolore irradiato” è provocato dal nervo cervicale e può manifestarsi con:

  • mal di testa (“cefalea”) che può coinvolgere l’orecchio e la mandibola (“cefalea auricolo – mandibolare”) o con un dolore che si estende dalla nuca fino alla regione sopraccigliare (“cefalea tensiva cervicalgica”), per l’interessamento del 2° nervo cervicale;
  • dolore al collo, in sede laterale o posteriore per l’interessamento del 3° nervo cervicale;
  • disturbi definiti “funzionali” tipo vertigini (sensazione di instabilità o di ottundimento), nausea e, talora, vomito o un senso di malessere generale.

In base al prevalente coinvolgimento della branca anteriore (“sensitiva”) o posteriore (“motoria”) del nervo cervicale, la persona può riferire:

  • dolore al braccio (“Brachialgia”) caratterizzato da un lieve disturbo contraddistinto da una aumentata sensibilità fino alla classica brachialgia caratterizzata da un intenso dolore, spesso riferito come una “scarica elettrica”, che parte dal collo e si irradia a tutto il braccio fino alla mano.
  • dolore al dorso (“Dorsalgia”) che può manifestarsi con un dolore della scapola, dei muscoli del collo e anche della spalla.

Quale parte del collo è quella più coinvolta nel “torcicollo”?
Il tratto cervicale medio – basso è quello che più caratteristicamente manifesta quei sintomi che, nel loro insieme, costituiscono il quadro clinico definito “torcicollo”, paragonabile al “colpo della strega” lombare.
Si manifesta con:

  • dolore localizzato alla parte bassa del collo e alla parte alta del dorso;
  • rigidità dolorosa, più o meno intensa ed evocata dai movimenti del collo, che sono eseguiti in maniera limitata e difficoltosa con, a volte, un blocco completo del movimento a causa delle contratture muscolari particolarmente dolorose;
  • dolore alla pressione delle vertebre in sede posteriore del collo.

Cosa fare?
Il dolore cervicale ha un decorso molto “capriccioso” e per questo motivo, nell’indicare la terapia, occorre distinguere le situazioni con un intenso dolore da quelle con un dolore di media o bassa intensità, che devono essere non sottostimate e valutate dal medico specialista.
Nelle forme molto dolorose, con forti contrazioni muscolari e collo bloccato, si consiglia il riposo assoluto e, durante il riposo al letto, su un fianco e sul lato doloroso, con la spalla e il bacino opposti leggermente ruotati in avanti per mantenere la testa e il collo allineati con il tronco.
Sono utili gli antidolorifici e, con valutazione caso per caso, di rilassanti della muscolatura, l’applicazione di una borsa con acqua calda o di un presidio termico caldo.
Nei quadri con un dolore meno intenso, si prescrivono trattamenti rieducativi e terapia strumentale (TECAR o Laser terapia), interventi tutti mirati a ridurre la contrazione e lo stato doloroso dei muscoli coinvolti e ripristinare la naturale mobilità del collo.

Come comportarsi?
In caso di frequenti recidive e comunque come intervento educativo per la persona, bisognerà rivolgere l’attenzione a tutte le abitudini di vita personale, professionale e sociale, che possono favorire la riacutizzazione del dolore e cercare, nei limiti del possibile, di eliminarli o di ridurli, come per es.:

  • evitare di sottoporsi in maniera diretta e importante a stress termici quali condizionatori d’aria, ventilatori e correnti, proteggere il collo con sciarpe e foulard, asciugarsi bene i capelli lavati;
  • evitare di ruotare il collo nell’eseguire le manovre di retromarcia dell’auto, avvalendosi degli specchietti e del retrovisore o della telecamera di cui sono dotate le moderne autovetture;
  • evitare di guardare la televisione distesi sul divano sul fianco o con il collo flesso in avanti o di lato, magari appoggiato su una mano con il braccio puntellato sul gomito;
  • evitare di eseguire compiti domestici o professionali mantenendo il collo fisso per un tempo prolungato in una posizione non naturale o anche svolgere attività di svago con una postura scorretta, come per es. leggere a letto con in cuscini piegati sotto la testa che obbligano il collo in flessione forzata;
  • evitare di dormire “a pancia in giù” che comporta mantenere il collo, per un tempo più o meno lungo, obbligatoriamente ruotato di lato;
  • assumere un corretto atteggiamento del corpo alla postazione di lavoro, soprattutto per i professionisti che lavorano al computer, ma questo è un altro argomento…

 

Dott. Loris Betti
Medico Fisiatra