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Osteoporosi Densitometria Ossea – Giovedì 12 Marzo

PoliambulatorioTerraeSole_Eventi_Densitometria_01

Per lo screening osteoporosi

Dott.ssa Giulia Mioli
Farmacista

Giornata promozionale Euro 20,00

Per informazioni: tel. 0541 1613451 – cell 391 1714944

“L’ultrasonometria ossea quantitativa (QUS) è una tecnica diagnostica non invasiva, priva di radiazioni, di rapida esecuzione ed altamente predittiva della fragilità ossea che si basa sulla trasmissione di onde ad alta frequenza attraverso la matrice mineralizzata.

Questa metodica trova impiego nello studio dei cambiamenti qualitativi e quantitativi scheletrici determinati dalla menopausa, dall’invecchiamento e da altre condizioni osteopenizzanti, quali malattie endocrino-metaboliche (ipertiroidismo, tireotossicosi), malattie croniche infiammatorie (artrite reumatoide, spondilite anchilosante), malattie dell’apparato grastro-intestinale (Morbo di Crohn, celiachia, malattie croniche gastrointestinali, malassorbimento intestinale, abuso di medicinali (ormoni tiroidei, glucocorticoidi, inibitori della pompa protonica, etc..).
L’esame ultrasonometrico si effettua a livello del calcagno. Questo segmento osseo presenta le superfici mediale e laterale piatte e parallele risultando facilmente accessibile alle strumentazioni. Nonostante si tratti di un sito scheletrico periferico, il calcagno è sensibile ai cambiamenti di natura fisiologica, patologica o iatrogena, rispecchiando il metabolismo osseo sistemico e risultando perciò efficace nella predizione delle fratture osteoporotiche, in particolare a livello della colonna:il calcagno è infatti costituito per il 90% da osso trabecolare, e presenta un elevato livello di turnover ed un tasso di riassorbimento osseo simile ai siti spinali.
La velocità e le variazioni dell’onda ultrasonora permettono di valutare la resistenza meccanica dell’osso e di ottenere informazioni non solo quantitative, ma anche qualitative: sono evidenziabili infatti oltre alla massa ed alla densità anche la struttura e la componente elastica. Nei numerosi studi clinici presenti in letteratura è dimostrabile una correlazione statisticamente significativa tra i risultati ottenuti mediante DEXA e quelli ultrasonografici:un basso valore di SOS è un indicatore di una cattiva salute ossea e quindi indicativo di un possibile rischio di frattura. La sensibilità degli strumenti ultrasonometrici permette di monitorare i cambiamenti nello spessore dell’osso corticale che si accompagnano all’invecchiamento e alla progressione della patologia osteoporotica, fornendo inoltre una stima del rischio di fratture scheletriche.
La QUS non può sostituirsi alla densitometria, ma piuttosto ad essa integrarsi: pur tuttavia i valori ultrasonografici patologici devono essere considerati un fattore di rischio di frattura, indipendentemente dalla BMD, ma è complementare ad essa nella diagnosi dell’osteoporosi.
In questa prospettiva, all’interno di un servizio di Diagnostica della Fisiopatologia del Tessuto Osseo” l’ultrasonografia ossea quantitativa è una tecnica imprescindibile e fondamentale.
L’ultrasonometria ossea quantitativa è un  test che può essere effettuato su uomini e donne dai 20 agli 85 anni, estendendo la prevenzione sia agli uomini (In Italia ci sono  1 milione di uomini affetti da osteoporosi), sia ai giovani: fino alla seconda decade d’età la neoformazione ossea è prevalente rispetto al suo riassorbimento fino al raggiungimento del picco di massa ossea, quindi la prevenzione primaria in età giovanile è assai importante per il controllo della perdita progressiva di massa ossea in età adulta.
Qual è l’outfit che si addice meglio all’ultrasonometria? Per trovarvi perfettamente a vostro agio, si preferiscono calzini, gambaletti e similari, dal momento che il punto di riferimento della nostra indagine è il calcagno.”

Dott.ssa Giulia Mioli

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