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Sole, Vitamina D3 e… Intestino: non c’è due senza tre!

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Il 90% circa della vitamina D presente nel nostro organismo deriva dall’esposizione solare, ma un numero sempre maggiore di studi conferma che c’è un “terzo incomodo” ad influenzare i livelli di vitamina D nel sangue: l’intestino.
Disbiosi, alterazione della permeabilità intestinale, sindrome del colon irritabile sono fattori di rischio legati a doppio filo con la carenza della vitamina D che, a sua volta, ha un ruolo di tutto rispetto nel mantenimento dell’integrità della parete intestinale, nella diminuzione di infezioni ed infiammazioni del tratto intestinale, stimolandone il sistema immunitario locale.
Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi nell’area del bacino del Mediterraneo e del Medioriente, per scoprire le cause della relazione tra bassi livelli di vitamina D3 nel sangue ed esposizione solare che, di certo, in quelle zone non scarseggia.
Uno studio uscito nel maggio di quest’anno condotto nei paesi del Golfo (Bahrein, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman e Kuwait) su un campione di popolazione misto per sesso ed età, neonati compresi, ha registrato valori di ipovitaminosi compresi tra l’81% e l’86%.
Penserete che le cause principali risiedano nella scarsa esposizione solare, dovuta ai copricapi e alle lunghe vesti che donne e uomini indossano per motivi religiosi, ad un’alimentazione carente di cibi ricchi di vitamina D, quali pesce, tuorlo d’uovo, cereali e latte; sono sicuramente fattori non trascurabili, ma i risultati puntano i riflettori su altri due fattori di rischio:

  • Obesità, l’associazione tra obesità e bassi livelli di vitamina D3 è confermata da studi condotti su vasta scala; tra le cause da ricercare, una riduzione della produzione cutanea di vitamina D e una conseguente alterazione del suo metabolismo

(N.B. Solo il 10% delle fonti alimentari copre il fabbisogno giornaliero della nostra vitamina D, quindi una dieta bilanciata non è sufficiente a garantirci un livello soddisfacente di quest’ultima);

  • Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (MICI), definizione che comprende un gruppo di malattie infiammatorie croniche del tratto gastrointestinale in assenza di un agente infettivo, dalla colite indeterminata al morbo di Crohn. L’82% dei pazienti con ipovitaminosi in Arabia Saudita è risultato affetto da MICI, ma in Europa la situazione non è differente: il 79% della popolazione con MICI ha altrettanti bassi valori di vitamina D.

Ma da dove nasce la relazione “pericolosa” tra intestino e vitamina D?

Il legame specifico tra la vitamina D e il suo recettore specifico VDR, indispensabile per l’assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale e renale, regola:

  • l’integrità e la permeabilità della membrana intestinale, aumentando la produzione delle giunzioni occludenti, determinanti non solo per la difesa del nostro organismo da microrganismi patogeni, ma anche per la riduzione del rischio di fibrosi cistica, asma e affezioni polmonari interstiziali;
  • l’omeostasi della flora batterica intestinale. I recettori VDR, difatti, sono presenti sulla superficie dei batteri probioti, i batteri buoni, la cui salute riveste un ruolo cruciale nel mantenimento dei microrganismi ospiti presenti: la disbiosi, ovvero uno stato di squilibrio microbico dovuto alla diminuzione dei “batteri buoni” e all’ aumento dei microrganismi patogeni, quindi una perdita della biodiversità intestinale, è co-responsabile nell’insorgenza di patologie infiammatorie croniche intestinali, aterosclerosi, sindrome metabolica, diabete mellito, cirrosi e epatocarcinoma;
  • potenziamento e modulazione del sistema immunitario. Il sistema immunitario innato, insieme ai probioti, è la prima difesa contro i microrganismi patogeni: la vitamina D stimola la differenziazione dei monociti in macrofagi, modula l’attività delle cellule T e B, responsabili della seconda linea di difesa specifica dell’organismo, il cui squilibrio è alla base delle malattie autoimmuni, e la produzione di cellule dendritiche, ovvero delle cellule che presentano e innescano la difesa mediata dalle cellule T-Helper, produttrici di anticorpi.

Fatti tutti questi discorsi, qual è la ricetta per mantenere ossa e intestino sani?

  • Alimentazione rispettosa della piramide alimentare (alla base frutta e verdura di stagione, cereali, legumi, pesce, carne e uova);
  • Cicli di probiotici e prebiotici per favorire il giusto equilibrio nella “giungla”intestinale;
  • Controllo nell’assunzione di antibiotici specifici;
  • Controlli del sangue della vitamina D e, se vi sono evidenti carenze, necessaria è la supplementazione al giusto dosaggio di quest’ultima;
  • Esposizione alla luce naturale, durante il periodo estivo di 10- 20 minuti, di due ore nella fetta centrale durante l’inverno.

Et voilà il Piatto è servito!

Dott.sa Giulia Mioli
Farmacista e naturopata

Presso il nostro Polliambulatorio il martedì e il sabato dalle 7,30 alle 10,00 si eseguono gli esami della VITAMINA D. (a tariffario sanitario regionale) Per informazioni chiamaci allo 0541 1613451